Lasciando i Cacciatori di Mammut, Ayla e Giondalar stanno per intraprendere un viaggio che nessuno ha mai tentato: attraversare un intero continente per raggiungere, forse, quell’insediamento dal quale anni prima Giondalar era partito… Li attendono lande desolate, abitate da tribù violente e animali feroci, solcate da fiumi tumultuosi, segnate da imponenti montagne e immani ghiacciai. Oltre tutto questo la promessa di un luogo che potrà essere la loro dimora. Riusciranno a giungervi?
Le pianure del passaggio è senz’altro il capitolo della saga in cui viene percorsa la distanza maggiore, assieme a “La valle dei cavalli”, dove si descriveva il Viaggio di Giondalar e Tonolan, che tuttavia non veniva specificato ugualmente nel dettaglio.
Scopo del romanzo è infatti, quantomeno dal punto di vista antropologico, focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche dei vari popoli, situati in una Terra ancora assai poco popolata, scoprendone similarità e differenze e valutandone – ovviamente in questo caso da un punto di vista invece prettamente immaginario, sebbene la storia crei collegamenti anche con reperti realmente esistenti e ritrovati nelle zone indicate – l’influenza sull’evoluzione umana.
Nel corso del loro viaggio, Ayla e Giondalar, partendo dall’Ucraina (territorio Mamutoi) e costeggiando il Danubio fino ad arrivare, indicativamente, nella Francia Meridionale (territorio degli Zelandoni) percorreranno quindi tra steppa, pianura, foresta e ghiacciai, una distanza approssimativa di circa 3000 chilometri.